EasyApple #764 - L'importanza dei Mac

ascoltatrici ascoltatori bentrovati puntata numero 764 di ziappol io sono luca zorzi e

io federico travaini e questa puntata è stata resa disponibile grazie alle donazioni di luca

ungaro riccardo peruzzini davide tinti nicola di e fabio ferranti che sanno il segreto perché

sanno che nella sezione supporta cito il sito easy podcast punto it è possibile supportarci con delle

mance perché ricordiamo che il termine donazione ormai è stato credo ha reso fuori legge per lo

meno dalle nazioni unite o quantomeno da stripe forse e trovate tutti i modi satisfei apple pay

paypal carte di credito mance singole mance ricorrenti grazie davvero se in questo momento

le monetine vi servono perché avete disgraziatamente un'auto diesel potete lo stesso supportarci con

una recensione su apple podcast che sicuramente ci aiuterà a raggiungere nuovi ascoltatori che

ancora purtroppo non sono illuminati come voi e non hanno ancora scoperto easy apple

sei riuscito a tirarti contro l'80 per cento della popolazione italiana con un minuto di parole

dicendo che le macchine diesel disgraziate e hai parlato dell'onu no ho solamente detto che

purtroppo chi le ha non ho mai visto le macchine diesel disgraziate e non ho mai visto le macchine

diesel disgraziate e non ho mai visto le macchine diesel disgraziate e non ho mai visto le macchine

non pensavo che di trovarsi in questa situazione le mie condoglianze mi sembra troppo la mia

compassione le mie supporto morale ma supporto di tutti visto che poi tutto quello che compriamo

al supermercato alla fine arriva con dei camion diesel quindi ce lo cucchiamo anche se abbiamo

delle macchine di quelle dei flinston volevi dire in realtà auguri di pronta guarigione a chi ha le

macchine diesel di la verità sì in realtà quello lo auguro al mondo visto che non lo so negli ultimi

anni mi sembra che stiamo prendendo un'altra cosa che è la macchina diesel disgraziata e non è

una spirale negativa ma ma c'è quasi apple per tirare su il morale e a perlomeno farvi distrarre

farvi pensare ad altro e aiutarvi a rifiutare le chiamate spiacevoli sì intanto diciamo che

questa puntata è una di quelle strane a me fa un po strano registrare perché siamo nella stessa

stanza quindi luca ha avuto l'occasione di passare per malpensa e quando capita e riusciamo ci ci

vediamo e registrare nella stessa stanza con un microfono come ai tempi dell'università

sempre per me è stranissimo ma sai cos'è la cosa ancora più strana per me è non tanto essere di

fianco a te non tanto alternarsi al microfono ma non avere le cuffie per me quello cioè è strano

sembra davvero una conversazione al bar per cui speriamo di riuscirci lo stesso magari sto

alitando nel microfono costantemente e lo scopriremo solo alla fine ma questa è la puntata

che vi meritate oggi ok allora toglimi la mano dalla coscia che andiamo avanti allora

facciamo un attimo follow up che in realtà arriva doppio da sia da federico che da nicolò che si

ragganciano a quel discorso del appendere la chiamata o rifiutare la chiamata perché appenderla

chiamata io sono già in difficoltà a spiegarlo a mio figlio perché appendere cosa significa

perché per lui appendere l'accappatoio e il telefono perché devi appenderlo non lo so quindi

è rifiutare la chiamata e abbiamo scoperto in diretta che c'è una opzione nell'accessibilità

che disattivandola permette di terminare una chiamata con una doppia pressione del tasto di accensione.

Quindi la casistica non quando il telefono è sbloccato, che avete il pulsante rosso e il pulsante verde da poter premere,

ma quando il telefono è bloccato.

Ecco, Federico dice, ascoltando l'ultima puntata sapevo che per buttare giù la telefonata bastava cliccare due volte sul tasto di accensione,

proprio doppio clic rapido.

Allora, io ho provato proprio adesso insieme a Luca e questa cosa funziona, ma solo se hai disattivato nell'impostazione di accessibilità

quella voce che dice impedisci di terminare la chiamata col tasto laterale.

Quindi questa funzione se attiva non ti permette di terminare la chiamata a qualsiasi cosa tu faccia.

Abbiamo provato in diversi modi e non lo permette di fare.

La stessa cosa un po' che dice anche Nicolò, dice per rifiutare la chiamata bisogna premere due volte rapidamente

il tasto di accensione.

Non funziona solo se è in viva voce, in questo caso il telefono si blocca e la chiamata continua.

Però bisogna togliere il toggle di impedisci al tasto di blocco di terminare la chiamata,

che di default avevamo visto che è attivo, se non sbaglio.

Lo diceva anche... no, non attivo.

Lo diceva anche in una chat sull'AisyChat.

Non mi ricordo esattamente chi,

però l'impostazione di default, vediamo se riusciamo a recuperare,

adesso lo recuperiamo.

Andrea Draghetti diceva che di default è disattivata, quindi di default funziona.

Non so perché io ce l'avevo attiva, onestamente non ho proprio la più pallida idea.

Lascio a te invece il prossimo follow-up che arriva da Gianfranco.

Gianfranco che ci suggerisce un'app che credo sia self-hosted ma ha anche delle possibilità non self-hosted.

Sto improvvisando, scusatelo.

Scoperta prima.

Questa applicazione si chiama FileFlows e è un sistema di automazione,

direi principalmente incentrato sul mondo audio-video,

che però consente anche di fare alcune elaborazioni su altri file, ad esempio rinomina, eccetera.

E' appunto un modo grafico di definire dei flussi di lavoro, dei flussi di conversione,

ai quali sottoporre i nostri media.

Potrebbe anche essere parzialmente sovrapponibile,

come per esempio la TIDAR di cui avevamo parlato la scorsa puntata,

che invece serve specificamente per, diciamo, film e serie TV che dovessero materializzarsi sul vostro server

per andarli a portare in un formato che vi piaccia, magari in H.265, non troppo ingombranti,

per massimizzare il numero di ore che non guarderete da tenere archiviate costantemente sul vostro NAS.

Ecco, FileFlows sembra una versione un pochettino più professionale,

magari mi immagino di chi fa videomaking,

e dopo un po' vuole tenere solo delle versioni magari un po' meno qualitatose dei video giganteschi con cui elabora i progetti.

Insomma, magari passato un anno è improbabile dover tornare indietro,

e quindi sì, mi tengo i filmati, ma ne riduco un attimino il peso su disco.

Sì, il follow-up poi si aggancia a quello che avevamo citato la scorsa puntata,

che era un software che abbiamo scoperto tramite il video in cui c'era anche Emanuel Zavatta.

E può avere di vantaggio il fatto che gira non solo sui Mac,

te lo puoi mettere sul server e quindi te lo dimentichi come un po' quel software là.

Rispetto a Ezel, quanto costa Ezel?

Sai che non ne ho la più pallida idea?

Andiamo a controllare al volo.

Giustamente se scrivo Ezel mi viene fuori nocciola Mac.

Vediamo un attimo il costo di questo bel software,

che penso sia...

è sempre uno di quelli cavalli di battaglia che fin dagli albori di Ziappone abbiamo scoperto.

Parliamo di, allora, 42 dollari per la versione base

e 65 per il Family Pack,

che permette di installarlo su 5 dispositivi, 5 account diversi.

Adesso è un po' da capire, però parliamo quindi di un 40 dollari.

Ed è un software che compri a vita.

Ovviamente poi le major release, gli aggiornamenti più importanti,

bisogna acquistarli.

Per fare l'aggiornamento all'Ezel 6, che è l'ultima versione,

c'è un 20 dollari da spendere, che tutto sommato...

Se poi uno pensa a quanto tempo fa risparmiare un software simile...

E non è solo il risparmio, secondo me,

è proprio anche avere la consistenza di come quella roba lì viene fatta sempre bene,

nella stessa maniera, uguale,

che è il tema dell'automazione, dell'efficienza,

che sono, credo, due capisaldi.

Apple, però, personalmente, anche della mia vita lavorativa, non lavorativa,

cioè per me avere un manuale di istruzioni della vita sarebbe molto ben accetto,

perché sapere cosa fare, avere le istruzioni,

e aver trovato qual è il modo migliore per fare una cosa,

e affidarsi a quello e continuare a ripeterlo,

per me è una cosa che mi fa sentire sempre molto in pace.

Parliamo un po'...

di aggiornamenti di sicurezza,

che tra l'altro, fuori scaletta,

se non sbaglio, adesso è stato anche rilasciato un aggiornamento per iOS 18,

per chi ancora non ha installato iOS 26,

un aggiornamento di sicurezza che sempre bene accetto,

e non so nello specifico poi qual era il problema affitto da iOS 18,

magari tu sei più informato?

Purtroppo non lo so neanch'io,

so che era una cosa che era diventata di larga conoscenza,

nel senso che c'era su GitHub tutto il necessario per andare a sfruttare questa vulnerabilità,

allora Apple è stata costretta a presentare una patch di sicurezza applicabile

anche da chi non ha voluto fare l'upgrade,

penso che quest'anno siano più degli anni precedenti,

quindi non solamente chi magari ha un dispositivo che si ferma da iOS 18 come supporto

e decide di utilizzarlo ancora un po',

ma anche chi, come me,

con il mio iPad Air di terza generazione,

ormai non più giovanissimo,

ma che comunque iOS 26 lo supporta,

ma che non ho intenzione di aggiornare,

più per un tema di performance,

perché da quanto avevo letto era piuttosto azzoppato dal nuovo sistema operativo,

quindi avevo deciso,

o ho deciso di rimanere con iOS 18,

tanto per me l'iPad è un dispositivo per la visione di YouTube,

Netflix, Paramount Plex,

e la lettura dei feed RSS,

quindi tutto il resto non è necessario,

devo ancora fare questo upgrade,

per cui vi farò sapere magari la puntata prossima come è andata,

e se c'è il rischio,

facendo quello di cliccare sul pulsante sbagliato

e inadvertitamente passare da iOS 26.

Mentre tu parlavi,

io ho letto al volo,

chiesto a CiaGPT quali sono i fix principali,

e parla di un Dark Sword,

che è un exploit critico,

perché dice,

bastava praticamente visitare un sito malevole per compromettere l'iPhone,

e poi altre cose legate sempre a Safari,

WebKit, Bug,

accesso a dati sensibili tramite USB,

quindi comunque quei bei aggiornamenti di sicurezza,

che tra l'altro non so da che versione

Mac OS è in grado di fare autonomamente,

cioè a me a volte capita che stai accendendo il Mac

e ti dice,

gli aggiornamenti più recenti di sicurezza

sono stati installati,

è una cosa recente di Tao o no?

Un po' più datata forse.

In teoria,

allora almeno su iOS,

dovrebbe essere arrivato con 26.1,

mi sembra che li chiamino Rapid Security Responses

o qualcosa del genere,

credo che su Mac OS ci fosse qualcosa di simile

già da tempo,

però sì,

su iOS è una cosa recente,

viene utilizzata per patchare alcune componenti

critiche di iOS,

ad esempio WebKit,

quindi tutto il motore web,

o altre cose di questo genere,

senza richiedere un vero aggiornamento complessivo,

e quindi,

viene sicuramente comodo

per cercare di tenere più protetti

i nostri dispositivi

contro quel genere di minacce

che sfruttano il fatto che bisogna

ammazzare più persone

più in fretta possibile

e non chiaramente su quel tipo di attacchi

che vogliono rubare la password

del server di ZApple

all'iPhone di Federico Travaini.

Ma invece tu,

che hai deciso di non installare Tao,

che cosa ti stai perdendo di così importante

che Apple ha introdotto con la versione,

26.4?

Mi sto perdendo qualcosa

della quale spero di non avere bisogno,

in quanto mi ritengo un utente

un pochettino più avanzato,

ma c'è una classe,

una categoria di attacchi

e tentativi di sovversione di computer

che sia su Windows che su macOS

hanno preso parecchio piede.

Cioè, tenendo conto che

i nostri dispositivi sono sempre più aggiornati,

sempre più protetti,

hanno dovuto i nostri amici cattivi

trovare un sistema alternativo

per scardinare le nostre difese

e, come spesso capita,

il problema sta tra lo schermo e la tastiera.

Cioè, il problema siamo noi

che con mosse poco furbe

andiamo a compromettere la nostra sicurezza.

Ecco, con questo tipo di attacchi

che mi sembra si chiamino clickjacking,

ti dicono su Mac

copia questa stringa

che tu non capisci bene,

apri il terminale,

incolla la presa,

e premi invio.

Idem su Windows.

Apri la finestra e la esegui,

incolla questo e premi invio.

Su macOS hanno introdotto

questa funzionalità con 26.4

per cui se tu provi a incollare qualcosa

nel terminale

e non ho capito se considera

magari la provenienza da Safari,

magari considera il fatto che tu il terminale

non l'hai mai aperto nella tua vita

ma improvvisamente arrivi e incolli uno scriptone

piuttosto consistente

oppure se in quel testo che cerchi di incollare

rileva qualche cosa che non gli piace

o che ritiene un po' sospetto,

fatto sta che in tutte queste situazioni

appare una finestrella che ti dice

ehi, stai attento, stai incollando qualcosa.

Il tuo Mac è al sicuro, ma spesso degli scammer

ti dicono di incollare

delle robe nel terminale

cercando di

compromettere la tua privacy.

Queste istruzioni spesso arrivano da siti,

chat, app o telefonate

e a quel punto

c'è la possibilità di cliccare

non incollare oppure

incolla lo stesso. Ci viene lasciata comunque

la possibilità di decidere ma ci ferma

e magari ci fa riflettere

un secondo in più. Siamo stanchi, facciamo

un copia e incolla distratto

il Mac cerca di difenderci da noi stessi.

Dai, allora

fortunatamente non serve neanche a me

tanto io dico a Codex di fare direttamente

tutto, quindi se vuole farlo lui

se vuole incollare quello che

gli capita su internet può farlo tranquillamente

io gli do tutti i permessi che vuole.

C'è stato qualcuno che ha fatto notare

anche il mio

mugugno di dolore quando mi avevi

comunicato in puntata che

lasciavi libero Codex di connettersi

a server qualsiasi

e io sono un po' morto dentro.

Ma allora sì è vero

anche qualcuno ha

commentato, adesso non mi ricordo i nomi scusatemi

ma che ha detto togliete a fede

le AI, però vabbè per me

resta sempre interessante, divertente

poi veramente il fatto di

poterla utilizzare

in locale è una

parola un po'

farlocca, nel senso però con

un contesto locale

quindi dei file, dei dati o per esempio

adesso io sto ragionando di migrare

da Joplin a Obsidian

perché Obsidian

si sposa bene con

proprio questi

LLM agentici

quindi Obsidian è un

possiamo parlare magari proprio 30 secondi

non ci farò mai in 30 secondi

però è un

software, un servizio per

poter avere un proprio

archivio di note

e la caratteristica di Obsidian

è il fatto che

è molto incentrato sulle relazioni

che ci sono tra le varie note

quindi tu

se stai facendo la puntata di EasyApple

dove abbiamo dentro

il nostro vault si chiama

quindi un archivio

un vault di EasyApple

quando parliamo di ASEL

io menziono nella nota

della puntata

764 ASEL

e rimanda a il file di ASEL

in cui dentro magari ho gli appunti

con una serie di cose

ecco, si creano tutte queste relazioni

il fatto di

poter avere

questo vault

in dei file che sono puro

markdown, si presta bene

ad essere letto, interpretato

usato e anche

modificato eventualmente da questi codecs

o cloud code che quindi possono

possono comodamente

interpretare

agire con

con questi file, con queste informazioni

usarle e gestirle

perché sono arrivato a dire questa cosa?

non me lo ricordo

perché sì, sono locali

ma poi nella realtà la parte di computazione

la fanno con i server

dove il servizio gira effettivamente

non è come quello che

propone un po' Apple

anche con le proprie API

di elaborare localmente

la parte proprio di

come si chiama

mi viene interazione

o non interazione

di interferenza

inferenza

anche se di recente

ho visto un video proprio ieri sera di Network Chuck

dove faceva vedere che

si possono far girare già dei modelli

forse era Gemma 4

di Google

sull'iPhone direttamente, forse non era Gemma 4

però si possono già

direttamente far girare sull'iPhone

che è qualcosa di impressionante

e non parliamo di come erano i primi modelli

cioè robe lente che ti rispondono a quattro domande

ma parliamo già di

elaborazione di foto, di video

di audio, traduzione

già con i ragionamenti

cioè qualcosa di bello

Gemma 4 è questo nuovo modello

rilasciato da Google

con anche delle licenze

molto

molto libere, della serie facci quello che vuoi

che possono diventare interessanti

quando magari lo fai girare sul tuo

Mac Mini, sul tuo MacBook, sul tuo serverino

dove serve

un po' di RAM, però ci sono

diciamo vari modelli e poi puoi usarlo

per quelle

elaborazioni per cui forse non sarebbe

il caso di utilizzare

di far uscire i dati, per esempio

il famoso Paperless

per chi lo usa, ha la possibilità

di avere un'estensione

chiamata Paperless AI dove è possibile

far elaborare a livello di nome

di tag

di corrispondente

direttamente a

uno di questi modelli, in modo che teoricamente

teoricamente

lui fa l'organizzazione in maniera

un po' più strutturata e ovviamente

vi fa risparmiare un sacco di tempo

fare buttare tutte queste informazioni fuori

forse è da

evitare, se ci sono cose sensibili

pensare di poterlo elaborare

tutto il locale con un Mac

nel senso senza dover comprare

una macchina troppo carrozzata

può essere

può iniziare a diventare interessante

tra l'altro

se voleste comprare un Mac Studio

tutto carrozzato per

fare girare i vostri modelli preferiti

preparatevi ad aspettare

perché da quanto leggevo

appena si esce dal seminato

e per il seminato intendo le configurazioni

già standard proposte da Apple

le attese sono di 4 mesi quindi

qualcosa di veramente notevole

un po' meno peggio per il Mac Mini

ma anche di male

solamente i portatili si salvano abbastanza

con un tempo di attesa non eccessivo

altra cosa che volevo

segnalare in arrivo

è che la possibilità di disattivare

tutto quello HDR che random appare

sul vostro iPhone

tenete premuto il dito sulla barra spaziatrice

per spostare il cursore

HDR casuale

cliccate praticamente qualsiasi cosa

HDR casuale

che trovo molto distraente

e che non apporta nulla

all'uso del sistema

ecco nelle sezioni

dello software

che vedete qui

vedete che è molto più facile

di fare questo tipo di operazioni

è che si chiama

schermo e dimensione testo

delle impostazioni

è arrivata questa nuova opzione

scusate

schermo e luminosità

e poi è

schermo e dimensione testo

o forse era nell'accessibilità

però lo sa la magnifica funzione cerca

vediamo se lo trovi

no

è proprio quello che volevo evitare

quindi torno su accessibilità

ok

accessibilità

schermo e dimensione testo

c'è l'opzione

riduci effetti luminosi

che dice

riduci gli effetti lampeggianti

di evidenziazione

quando interagisci con gli elementi sullo schermo

come i pulsanti o la tastiera

ecco è una cosa che

Ecco, è una cosa che può essere carina la prima volta che la vedi in iOS, la seconda non la noti più, la terza volta comincia a irritarti, dalla quarta in poi vorresti disattivarla e adesso finalmente c'è possibile farlo.

Quindi sezione accessibilità, schermo di dimensione testo, riduci effetti luminosi sui nostri dispositivi iOS.

Dopo quasi un anno di Liquid Glass, quanto sei ancora arrabbiato con Apple per questa cosa?

Abbastanza, è un'interfaccia che non mi piace e che trovo poco pratica e che spero venga smussata perché sono ben cosciente che è qui per restare, che ormai hanno preso questa direzione, che prima o poi dovrò farci pace, ma mi auguro che venga molto rifinita nel corso delle prossime release.

Se pensiamo anche a quello che è venuto prima, se provassero a darmi in mano adesso un iPhone con iOS 7 non mi piacerebbe.

L'A era stato l'inizio di una transizione verso un ciclo che si è concluso con iOS 18 in cui è stato rifinito sempre di più l'aspetto grafico e funzionale del sistema, che veniva dopo un capitolo che si era concluso con iOS 6 che aveva raggiunto una sua maturità.

Credo che in questo momento sia preferibile come interfaccia, come interazione, usare un dispositivo che sia fermo ad iOS 6 rispetto ad uno con iOS 7, per quanto sia un anno più giovane.

Ma siamo ormai così tanto nel passato che l'anno non fa più tanto la differenza.

Però iOS 6 era il culmine della rifinitura di quel filone molto schaeomorfico, molto... non saprei neanche come altro chiamarlo, e iOS 7 era invece l'inizio di una grafica più minimale, fonte molto sottili, eccetera eccetera.

iOS 26 e Mac OS 26 e compagnia con questo liquid glass hanno puntato su trasparenza a caso.

Effetti di frosted glass dove non c'era bisogno, HDR che non serve e tutta questa serie di belle idee.

Come sempre inseguendo il bello screenshot, perché non si può dire che scegliendo accuratamente non sia possibile fare uno screenshot dove dice che bella questa interfaccia, che pulita, che...

Però poi spesso si rivela poco pratica e sicuramente con degli evidenti problemi.

Di leggibilità che non sono ancora stati risolti se non molto parzialmente.

Io subisco e accetto e vabbè.

A me piacciono sempre le cose nuove, non mi dà più di tanto fastidio e confido nel fatto che diventerà sempre più meglio assai.

Così come vorrei, saltando completamente da un'altra parte, proporvi un prodotto della settimana.

Ogni tanto ci ricordiamo di dimensionare spesso, invece resta tra i rifusi in fondo alla scaletta.

Perché il buon Rocco sull'Isychat ha fatto vedere una tastiera veramente molto particolare per il suo Mac che ho detto va bene, va sicuramente tra i prodotti della settimana.

Che è una tastiera retro, stile retro, una tastiera meccanica che ha un'unione.

Uno stile che è quello del Commodore 64.

Quindi qualcosa di iconico.

Ed è della, si chiama 8bitdo, l'azienda che è quella già menzionata mesi fa che produce anche dei controller.

Controlli dei controller retro che io avevo acquistato per Batocera, che è quel sistema operativo per retro gaming.

Ne avevo acquistati uno, uno che ricorda il controller dello Snapdragon.

L'altro invece è un controller un po' più moderno.

Bluetooth, funzionano bene, devo dire funzionano bene, niente da dire dopo mesi di utilizzi.

Questa tastiera è molto molto molto carina, solo che il bundle che ho trovato su Amazon è praticamente insieme anche ad altri accessori, altri pulsanti.

Poi Luca mi sta facendo vedere che esiste anche la tastiera in stile Super Nintendo.

Non c'è scritto però lo stile è palesemente quello.

Questa qua del Commodore 64.

Quindi in questo bundle va a costare un 92 euro.

Mentre il buon Rocco che ce l'aveva consigliata, cioè che me l'ha segnalata sull'Esychat, l'aveva acquistata due anni fa a 50 euro appena uscita.

Adesso ci sono dentro anche delle cose di dubbio e utilità.

Nel senso un joystick che è quello del Commodore 64, quindi il classico pomellone rosso su base quadrata nera.

E poi due pulsantoni che credo ne farei volentieri.

Cioè pagherei volentieri 50 euro solo la tastiera.

Che è un layout compatto.

Quindi se non sbaglio si chiama 80%.

Che è quello praticamente con tutte le frecce, i tasti funzione.

Però non ha il tastiere numerico.

Quindi è come se fosse una tastiera Apple compatta.

Il problema, la cosa diciamo più antipatica, è che questa qua su Amazon che ho intercettato ha il layout UK.

Ok.

UK vuol dire che è una tastiera QWERTY, ma tutte le lettere accentate ve le sognate.

Così come la posizione dei simboli che ci sono sopra i numeri sono diversi.

Cosa significa?

Significa che o usate la tastiera così e impazzite a usare le lettere accentate,

anche se su Mac esiste la funzione per cui tieni premuta la lettera accentata, ti compare il pop-up.

Io la odio perché mi rallenta tantissimo quando voglio scrivere.

O per insultare qualcuno, non lo faccio mai, ormai non lo faccio più.

L'alternativa è che potete utilizzare la tastiera così com'è a livello visuale e fisico

e poi la rimappate come una tastiera italiana.

Dovete sapere a memoria dove la U è accentata e la potete utilizzare così.

A parte il fatto che non credo di essere l'unico che la U accentata sappiamo benissimo dov'è

perché prima di fare invio la si preme sempre per precauzione.

Questo è il layout UK.

La grossa differenza che ha rispetto a quello americano è che ha l'invio come il nostro,

con quella forma un po' strana,

mentre invece quello americano è un tasto basso e largo,

quale potrebbe essere lo shift per esempio.

Sto mostrando uno dei miei cimeli fantastici a Luca che è già qua emozionato,

la mia tastiera da gaming della Logitech che sta colorandosi con l'arcobaleno

e ha il layout UK, anche questa qua, quindi con l'invio grosso.

Comunque io in azienda...

Mi è capitato di avere una tastiera layout italiano con l'enter piccolo sulla destra

e purtroppo a un certo punto, insomma un weekend è sparita, nessuna più ritrovata

e quindi l'abbiamo dovuta sostituire perché io non riuscivo.

Ma sai che è impressionante quanto non riuscissi a scrivere con questa tastiera.

Ma io ho dei ricordi dell'università, adesso non ricordo che compagno fosse o che compagna fosse,

con un qualche portatile non Apple.

Un PC Windows che aveva un layout della tastiera ma totalmente fantasioso,

cioè nel bel mezzo dei tasti normali ne buttavano uno speciale,

tanto per impedire a Luca di usare la tastiera senza guardare,

veramente da prendere a schiaffi che aveva pensato quella cosa lì.

Elisa ha il suo MacBook Pro da 13 pollici che avrà, ma secondo me una decina di anni tranquillamente,

comprato a Dubai con layout arabo.

Quindi non so, ma dovrebbe essere un QWERTY comunque come layout delle lettere,

però poi tutto il resto sono robe diciamo difficilmente comprensibili per noi occidentali.

Va bene, prodotto della settimana archiviato, proseguiamo Luca,

io parlerei di One Password perché non puoi mettermelo in fondo alla scaletta,

One Password è una cosa bella.

Temo il giorno in cui tu ti arrabbierai e non vorrai più usarlo perché ha l'applicazione Electron

e dovremo cambiare, però spero che desisterai dal volerlo fare per almeno i prossimi 40 anni.

Per ora sono molto, come si suol dire, investito nell'ecosistema One Password,

cioè ho veramente tante cose che esulano anche dalle semplici password,

magari documenti archiviati, lo utilizzo anche per salvare dei segreti,

e con i segreti si intende ad esempio...

la password del database, il token di questo, il token di quell'altro,

che recupero tramite alcuni script nel setup dei server,

insomma purtroppo sono abbastanza legato a mani e piedi con One Password,

per cui Fede Fassi con la testa è soddisfatto di questa situazione.

Però è una funzione che è spesso ignorata di One Password, ma in realtà non solo di One Password,

ho provato anche password di Apple, ce l'ha, scommetto che ce l'ha anche Bitwarden,

Bitwarden.

La cronologia delle password, perché siamo tutti purtroppo colpiti da questo disastro

che sono le policy che impongono di cambiare le password ogni tot,

che sono contro i suggerimenti reali di sicurezza adesso,

però sempre per il principio che una volta che c'è nessuno si vuole prendere la responsabilità di toglierlo,

probabilmente continueremo a portarcelo avanti ancora un po',

e capitano quei bei siti in cui, tu dici,

ok, cambio la password, boom, One Password, generami la password, va bene,

e poi ci sono due casi, o il sito ti dice, sì ok l'ho cambiata, in realtà non l'ha cambiata,

e vi serve di nuovo quella prima, oppure che dopo che voi avete già fatto salva su One Password,

perché siete stati un po' impazienti, dice, eh no, manca un emoji che ritragga un animale preistorico estinto,

e quindi vi tocca generare un'altra password.

Ecco, in questi casi è molto comodo poter andare a risalire,

alla cronologia delle password precedenti che sono state salvate, per cui la voce lì.

Sia One Password, ripeto, che password di Apple, hanno questa funzionalità,

quindi ricordatevela, perché quando vi troverete inevitabilmente in questa situazione,

avrete la possibilità di andare indietro e recuperare la vostra password precedente,

perché siete delle brave persone, la vostra password non è Pippo 1,

che poi una volta che scade diventa Pippo 2, per poi diventare Pippo 3,

vi tocca generare una password nuova, casuale,

sicura e che quindi di conseguenza non potete certo ricordare.

Ricordiamo che la password va cambiata solo se sospetti che te l'abbiano bucata,

sospetti che qualcuno la conosca, è una password che hai usato già da altre parti

o è una password palesemente troppo semplice.

Basta, finito, questi sono i motivi, magari ce n'è un quinto che è fondamentale,

però la password non permette di, cioè cambiarla non aumenta la sicurezza,

aumenta solo una cosa, la frustrazione.

Chi lo deve fare?

Ti spinge a usarne sempre più semplici?

Ti spinge a scrivertela da qualche parte semplicemente,

che sia semplicemente accessibile, quindi magari sul post-it,

sullo schermo del computer?

Perché non te la ricordi?

Perché magari ogni 30 giorni te la fanno cambiare,

quindi per favore cercate di portare questa, di diffondere il verbo,

che veramente è una frustrazione tremenda,

e non ha più senso di esistere.

Forse anni fa era una buona prassi e magari era giusto farla,

non è la più paura.

Oggi, ragazzi, con One Password,

quando mi capita di dover digitare la password in chiaro su qualche computer,

magari una password di One Password,

mi è capitato di recente che ho fatto su un computer nuovo dove uno mi ha chiesto

devo loggarmi con l'account della Logitech,

io ho aperto l'account della Logitech,

cioè da One Password,

ho digitato la password a mano e chi c'era vicino a me la stava anche vedendo,

una persona fidata, ma una password impossibile da ricordare,

nel senso anche se o la fotografava o così,

unica, non mi interessava niente,

mi fa come le usi complicate le password.

Iniziamo a insegnare anche a scuola questa cosa sulla sicurezza,

che magari è un investimento che poi ci ripagherà più avanti

quando arriveranno poi i computer quantici e renderanno tutto inutile.

Scherzo.

Abbiamo un paio di altri punti, Luca, per la scaletta,

per concludere questa puntata mistica.

Sì, perché ho due suggerimenti, uno per le vostre orecchie e uno per i vostri occhi.

Quindi pensate, adesso sto cercando di coprire tutti i sensi,

poi vedremo col gusto e col tatto, sarà più un casino.

Per le vostre orecchie vi consiglio di ascoltare la puntata numero 609 di Upgrade,

uno dei miei podcast preferiti,

con Jason Snell e Mike Hurley,

che in questa puntata speciale per il cinquantesimo di Apple

hanno raccontato le origini di Apple.

Quindi veramente dalla prima idea all'Apple I, all'Apple II,

fino alla prima incorporazione di Apple,

perché quella che abbiamo festeggiato il primo aprile

in realtà è una falsa data,

nel senso che poi l'azienda Apple che c'è adesso,

è stata sostituita, diciamo,

ha sostituito quella prima azienda lì,

è interessante anche questa storia,

e hanno fatto veramente un bel lavoro,

Jason ha fatto un bel lavoro di raccontare tutte queste parti,

basandosi su tutte le varie fonti,

il libro anche è quello di Apple at 50 si chiama,

adesso mi sfugge il nome,

David Pogue, ecco che è appena uscito,

che voglio leggere peraltro,

è davvero una storia interessante, ben raccontata,

ma dura un'oretta e mezza più o meno questo racconto,

e ve lo consiglio senza riserva alcuna.

E questo, ripeto, si occupa delle vostre orecchie.

Per i vostri occhi c'è un condivisibilissimo appello

che Marco Arment ha scritto sul suo blog,

che tra l'altro tira fuori una volta ogni molto tempo,

questo post del primo aprile del 26 segue il precedente del maggio 2025,

quindi insomma...

Un post all'anno o giù di lì.

E niente, è una lettera aperta a John Ternus

che si prevede sia il futuro CEO di Apple

quando Tim Cook farà un passo indietro.

E è una breve lettera in cui dice in buona sostanza

dovrai prendere delle decisioni difficili,

ricordati che noi utenti Apple amiamo i computer,

non ci nascondiamo davanti a questo,

vogliamo che i computer ci diano la possibilità

di migliorare le nostre vite,

di migliorare le nostre menti, le nostre capacità.

Non vogliamo essere controllati, ristretti,

fatti arrabbiare o sorvegliati.

I nostri computer devono lavorare per noi,

rispettando il nostro tempo, la nostra attenzione,

i nostri soldi, i nostri dati, la nostra privacy

e siamo clienti e proprietari,

non siamo risorse da dover essere raccolte,

non dobbiamo essere semplicemente trasformati

in un...

portafoglio ambulante a cui far pagare

un altro servizio, un altro abbonamento.

Apple ha fatto delle scelte in passato

che sono leggermente in contrasto con questi dettami

e Marco in questo post invita a riprendere la retta via

e continuare a dare l'esempio a tutta l'industria

dell'elettronica, del big tech.

E' veramente un breve post ma che mi sento

di essere un po' di tempo in grado di farlo.

E' un po' di tempo in grado di condividere in toto.

Se, primo impatto, il nome John Ternus vi fa dire ma chi è?

Perché effettivamente è un nome molto noto

ma io ho fatto fatica a mettere a fuoco la faccia inizialmente.

Andate su Google, cercate John Ternus

e quando vedete la faccia lo riconoscete al volo

perché in qualsiasi keynote credo lui ormai compaia

ed è la persona a capo di tutto l'hardware

che viene prodotto in Apple.

Quindi di istinto.

No, Luca mi fa dei segni, non capisco.

Non sono abituato a fare queste cose.

Ti stavo indicando l'ultima frase del post

che volevo citare.

Dice

Il fare dei grandi computer

è la principale responsabilità di Apple

e deve rimanerlo

perché se non lo fa Apple

non lo farà nessuno.

E' triste ma è vero.

Vero, vero.

Bella frase.

Effettivamente oggi

quando qualcuno mi chiede di comprare un computer

la mia risposta è un po'

sempre

forse un po' da lavativo però

se vuoi comprare un computer Apple

parliamone

se vuoi comprare un altro computer

per me puoi comprare

quello che vuoi.

Cioè qualsiasi cosa.

Secondo me fanno più o meno tutti schifo ugualmente

nella mia esperienza

quelli che ho visto

quando compro un prodotto Apple.

Mi spiace adesso che manchi solo una cosa.

Cioè manca la possibilità di avere

una versione seria di Windows per ARM.

Quindi il fatto di

non poter avere il famoso

Bootcamp si chiamava

o anche banalmente un emulatore

che può essere Parallels.

Penso esista ancora.

Io non lo uso più

perché i famosi erano

VMware Fusion se non sbaglio.

Parallels.

E poi ce n'era un altro che era gratis.

Virtual Box.

Bravo Luca.

Virtual Box con cui si poteva fare

l'emulazione

diciamo di Windows

si poteva fare ma anche di Linux

o altri sistemi operativi.

Oggi vabbè

diventa talmente facile farlo con Docker

che non ha più funzione.

Forse neanche senso

mettere in piedi una macchina virtuale

vera e propria.

Può averlo assolutamente.

Però è vero.

Questo è importante

perché forse di telefoni

ce ne sono di buoni.

Di tablet no

però è un prodotto

dai meno rilevante

inutile dirlo.

Cioè nel senso sì.

Poi sono anni.

L'iPad è del 2010.

Quindi parliamo di un prodotto

che ha 16 anni.

È il 27 gennaio.

Guarda è l'unica data

che mi ricordo

ma secondo me è il 27 gennaio 2010

il giorno in cui è stato presentato.

L'iPad.

Sono passati più di 16 anni

ed è un prodotto

che tuttora rimane

secondo me un po'

un po' marginale.

Diciamolo così.

Va bene.

Io chiuderei qua la puntata.

Vi ricordiamo come sempre

che potete supportare

il nostro lavoro

con delle mance.

Quindi offerci il nostro aperitivo.

Oggi sono le 12.08

quindi faremo un aperitivo anticipato.

Lo fate nella sezione supportaci

del sito easypodcast.it

ma esiste anche un altro modo

per supportarci

che non vi costa assolutamente niente

se non qualche minuto del vostro tempo

che sono le recensioni

che potete lasciare su Apple Podcast

tramite Apple Podcast.

Quindi cercate Apple

mettete delle stelline

scrivete qualche parolina

e noi riceviamo

nelle note della puntata in automatico

tramite uno script fatto da Luca

quando funziona

dice Luca giustamente

riceviamo direttamente

la vostra recensione

da poter leggere

come segno anche di ringraziamento

e di

di

di

di

di

di

di

di

di

di

di

di

di

, di condivisione

ecco delle vostre parole

quindi diamo anche voce

alle vostre parole

tramite le recensioni

non solo tramite

i follow up che fate

che potete fare

tramite la easy chat

su Telegram

nella sezione follow up

o in altre sezioni che trovate

se non sapete cos'è

digitate chat.easyapple.org

e vi si palesera davanti

questa easy chat su Telegram

o in alternativa

scrivendo a info

chioccio

la easyapple.org

per questo settecentosessantaquattresima

per ricordare

mi sto guardando

il tastierino numerico

perché

mi sto ricordando

dove metto le dita

di recente

per fare le puntate

ora mi ricordo

che era

settecentosettantaquattro

è tutto

noi vi salutiamo

e vi diamo appuntamento

come tutte le settimane

anche la prossima

il venerdì

alle ore diciassette

con una nuova puntata

di easyapple

il podcast

che prima

non c'era