SaggioPodcast #168 - La fine di un'era?
benvenuti al saggio podcast questa è la puntata numero 168 l'ultima per il 2025 io sono maurizio
natali mi trovo da solo diciamo in questa puntata e ci tengo subito ad iniziare ringraziando i
saggiutenti donatori ovviamente tutti loro ma in modo particolare quelli della categoria saggio
maestro i cui nomi per l'ultimo periodo gli ultimi tre mesi in realtà sono aldo giordano
andrea semprebonno antonio moncelzi antonio scalogna daniele farina fausto marzo francesco
fantini giacomo pio megna lorenzo rosa mario balucci paola bellini paolo massignan pierpaolo
lambrini roberto d'orta vincenzo rosiello e iari in gusci
grazie veramente di cuore a tutti voi se volete saperne di più potete trovare i link per la mia
pagina di tp e il supporto direttamente nelle note di questo episodio è in realtà in tutti gli
episodi inoltre vi ricordo che potete supportare questo progetto anche con una recensione dovunque
sia possibile lasciarla ad esempio su spotify ma anche e soprattutto sull'app podcast di apple
un minimo di testo questa verrà segnalata al nostro sistema automatico così nella prossima
è difficile soffermarsi soltanto alle ultime news del periodo credo sia necessario fare un
ragionamento di più largo respiro la prima parte del 2025 è stata segnata da un entusiasmo quasi
nei confronti dell'intelligenza artificiale un entusiasmo diffuso trasversale mercati aziende
media tutti erano convinti di essere davanti alla prossima grande rivoluzione col passare
dei mesi però qualcosa è cambiato nel settore tech sono comparse le prime crepe gli analisti
hanno iniziato a parlare apertamente anche di una possibile bolla non tanto perché li ha non
funzioni to cure ma perché è cresciuto lo scetticismo
sulla sua reale capacità di essere sostenibile i costi sono enormi le infrastrutture energivore
e la stabilità finanziaria ancora lontana il caso più emblematico resta senza dubbio quello di open
ai parliamo del creatore di chat gpt lo strumento lm più conosciuto e più utilizzato al mondo eppure
nonostante il successo open ai non è ancora riuscita a rendere profittevole il proprio
servizio la crescita continua richiede un'attività di risparmio e di risparmio ma è un'attività che
è di liquidità costante investimenti continui una corsa che in teoria non sarebbe sostenibile e
allora avviene spontanea una domanda perché open ai è ancora qui perché nonostante i numeri continuo
a ricevere finanziamenti enormi da colossi come microsoft amazon nvidia softbank e altri senza
contare il contratto con il dipartimento della difesa degli stati uniti investimenti che almeno
sono stati costantemente costanti con il risultato rispetto ai risultati economici possibile che
realtà così importanti così esperte così strutturate stiano prendendo un abbaglio il
2026 sarà un anno cruciale un anno in cui probabilmente si inizieranno a tirare le somme
perché se togliamo dal quadro gli llm gli strumenti per immagini e video le cui enormi
potenzialità sono sempre in crescita ma stanno alimentando soprattutto i deep fake e i meme
sempre più inutili e non sono sempre più inutili e non sono sempre più inutili e non sono sempre più
il vero salto degli A nel mondo reale sembra ancora lontano. Da anni sentiamo parlare di robot
guidati da intelligenza artificiale, di assistenti fisici destinati a entrare nelle nostre case e
nelle nostre vite in qualità di maggiordomi, ma dietro le presentazioni, dietro i video patinati
e le demo spettacolari, si nasconde spesso una verità diversa. Esseri umani che guidano i corpi
robotici a distanza, in contesti ultracontrollati e con risultati tutt'altro che entusiasmanti.
collaterali iniziano a farsi sentire a livello globale. Per sostenere lo sviluppo delle IA,
alcune aziende hanno assorbito una fetta enorme della produzione di memorie. Il risultato? Prezzi
delle RAM saliti vertiginosamente nel giro di poche settimane e,
le proiezioni per il 2026 non lasciano intravedere un miglioramento. Al punto che Micron,
uno dei giganti storici del settore, ha deciso di abbandonare completamente il mercato consumer.
Il marchio Crucial, per anni sinonimo di RAM e SSD per utenti e appassionati, verrà dismesso.
Nel 2026 Micron concentrerà tutte le proprie risorse esclusivamente sul settore B2B e sulle
esigenze dell'intelligenza artificiale. Un segnale forte?
Molto forte, che racconta meglio di tante parole in che direzione stia andando il mondo degli IA e
soprattutto chi sta davvero pagando il prezzo di questa corsa. E a proposito di equilibri fragili,
di scelte strategiche e di momenti di passaggio, c'è un'azienda che più di tutte sta vivendo una
fase particolarmente delicata. Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di un possibile
abbandono imminente di Tim Cook dal ruolo di CEO di Apple. Voci, indiscrezioni,
ricostruzioni che si rincorrono, nomi che emergono, altri che spariscono, un quadro
tutt'altro che lineare. Quello che filtra però è la sensazione di una transizione non del tutto
ordinata, un passaggio di testimone che sembra generare attriti, malumori interni e soprattutto
una fuga silenziosa ma significativa di dirigenti legati proprio al settore dell'intelligenza
artificiale. Una situazione confusa, stratificata e per certi versi,
familiare. Perché se guardiamo indietro nella storia di Apple, qualcosa di vagamente simile lo
abbiamo già vissuto, negli anni in cui Steve Jobs venne messo a lavorare su un progetto parallelo,
Da lì nacque una vera e propria fazione interna, i cosiddetti pirati, un gruppo separato, motivato,
in conflitto con il resto di Apple. Una guerra intestina di fatto, ma anche uno dei momenti più
fertile e rivoluzionario del mondo.
E allora la domanda diventa inevitabile. Quello che stiamo vedendo oggi è solo disordine o è il
segnale di una nuova fase di trasformazione? Una frattura destinata a indebolire Apple,
oppure l'inizio di qualcosa che, come allora, potrebbe portare a risultati positivi e inaspettati?
Quando dentro un'azienda cambiano gli equilibri e le persone, inevitabilmente cambia anche ciò
che arriva sul tavolo, i prodotti. Negli ultimi anni la produzione,
di Apple, è stata conservativa. Affinamenti, iterazioni, scelte sempre prudenti, magari
intelligenti, ma raramente di rottura. Eppure, guardando al 2026, qualcosa potrebbe cambiare.
Si torna a parlare con insistenza di nuovi prodotti importanti, soprattutto di nuovi
concept come il vociferato iPhone pieghevole. Sappiamo bene che Apple su questo fronte è
ampiamente in ritardo. Samsung è arrivata alla settima generazione di Apple, e la sua
produzione è stata molto più importante. La produzione è stata molto più importante,
generazione di fold e flip, e ha appena presentato addirittura il trifold. Anni di esperienza,
senza dubbio, ma allo stesso tempo è proprio guardando questi dispositivi che emergono
tutti i limiti della categoria. La piega, che ancora oggi rimane visibile, la fragilità
strutturale, schermi morbidissimi perché non c'è il vetro, dispositivi che richiedono
attenzioni costanti, devono essere piegati secondo un ordine preciso, non tollerano distrazioni,
non perdonano leggerezze e soprattutto non sono protetti dalla polvere basta davvero poco un
granello tra due parti dello schermo o peggio ancora nelle cerniere il danno è fatto un danno
che molto spesso non è nemmeno coperto dalla garanzia ed è qui che il discorso torna ad essere
interessante perché se è vero che apple arriva tardi è altrettanto vero che arriva spesso solo
quando pensa di aver risolto i problemi che gli altri hanno semplicemente accettato si vocifera
ad esempio che a cupertino abbiano trovato un modo per rendere quasi invisibile la piega e se
riuscissero anche a rendere la struttura robusta con un'interfaccia che giustifichi e renda
produttivo lo schermo esteso allora la questione cambierebbe non sarebbe più l'accettazione di un
ritardo ma la consapevolezza di aver atteso il momento giusto
per rendere davvero utile e universale una categoria di prodotto che almeno finora si
del 2025 un anno intenso caratterizzato anche da un tragico lutto per noi di saggiamente ciao max
e che è stato caratterizzato da entusiasmi promesse ma anche forti dubbi e preoccupazioni
abbiamo parlato di intelligenza artificiale di una tecnologia che corre velocissima che assorbe
risorse che sposta equilibri e che nel 2026 sarà chiamata a dimostrare di saper stare in piedi non
solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello economico e soprattutto umano abbiamo
guardato dentro apple un'azienda che sembra trovarsi in una frase di transizione delicata
con equilibri che cambiano figure chiave che escono di scena e tensioni interne per un apple
che potrebbe abbandonare la prudenza degli ultimi anni e tornare a rischiare nel 2026
arrivando forse in ritardo ma con l'ambizione di portare qualcosa di davvero centrato e pronto
per un'adozione di massa temi diversi ma legati da un filo comune il cambiamento un cambiamento
che dovrà prendere forma nel 2026 e che speriamo possa farlo in modo positivo prima di salutarci
però voglio ringraziare di nuovo tutti voi in particolare i saggi utenti che anche nel
2025 hanno continuato a seguire ascoltare commentare e supportare saggiamente e visto
che siamo prossimi al nuovo anno vi auguro di iniziare il 2026 con curiosità con spirito
critico e con quella capacità sempre più rara di non dare nulla per scontato la saggezza
il saggio podcast torna nel 2026 ciao